La crisi della politica coincide con la crisi dei partiti. Questi fin dalla seconda metà degli anni ’80 abdicano al loro ruolo di rappresentanza per diventare strumenti di gestione del potere.
Detta crisi ha il suo apice nel 1994 con l’avvio della cosiddetta Seconda Repubblica quando, cioè, scende in campo Berlusconi che costituisce il partito del capo, quando cominciano a comparire nei simboli i nomi dei leaders.
Oggi ci troviamo di fronte a singole persone o a oligarchie che si arrogano il diritto di imporre le rappresentanze elettive e così poche persone, spesso lontane dai territori, decidono gli “eletti” in parlamento e in altri organi defraudando così i cittadini di una loro prerogativa costituzionalmente sancita quella della scelta del proprio rappresentante.
Tale sistema ha prodotto una seria frattura tra la società reale e le rappresentanze parlamentari come dimostra il sempre maggiore astensionismo dalle urne che ha raggiunto, in taluni casi, punte del 40%.”
“L’Unione di Centro , nell’attuale contesto, è l’unica forza politica che prova a far rivivere il collegamento tra i territori ed i suoi veri rappresentanti, tra i cittadini e chi fa politica raccogliendo le loro istanze, cercando le risposte possibili ad ogni aspettativa.
Tornare al rapporto diretto con la gente: è questa la strada per ridare un ruolo alla politica e fornire una nuova speranza agli italiani, sempre più sconcertati nel constatare che i temi di cui si parla sono sempre meno politici e sempre più lontani dai reali bisogni della collettivita’.
In questo scenario diventa di fondamentale importanza la riforma del sistema elettorale, che ridia centralità al popolo sovrano. L’elettore deve poter confrontarsi con chi aspira a rappresentarlo; solo con la condivisione delle scelte si può motivare realmente i cittadini e tornare ad avvicinarli ed appassionarli alla politica.”

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