“Per chi fa politica, il rapporto con il proprio corpo elettorale è la base su cui costruire il proprio lavoro.
I risultati elettorali sono il frutto dell’impegno, del confronto, dell’ascolto e dell’intervento.
Se viene meno tale rapporto viene meno l’essenza del politico.
Lo dico a ragion veduta, avendo affrontato una campagna elettorale, in occasione delle Elezioni Regionali del 2010 in Campania, che mi ha visto girare in lungo e in largo il mio collegio elettorale.
Ovunque sia stato ho incontrato persone, ho ascoltato storie, cercando di far mie le istanze che venivano rappresentate.
I risultati di questo lavoro mi hanno premiato, raccogliendo consensi ovunque.
Ciò non perché sia più bravo ma perché ho inteso il ruolo per quello che dovrebbe essere e, purtroppo, non è più: vale a dire di rappresentante dei cittadini.
L’attuale sistema elettorale, che svilisce la funzione della rappresentanza, è la causa della disaffezione alla politica.
I tanti cambi di maglia, cui si assiste quasi quotidianamente ad ogni livello istituzionale, rappresentano il punto più basso della politica e sono la conferma di come l’unico valore a cui oggi molti rappresentanti delle istituzioni rispondono sia quello della candidatura, con buona pace dell’elettorato.
Rispetto a questo sistema, finché non sarà riformato, l’astensionismo appare una normale conseguenza.”

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